Socrate - Liceo Classico Statale di Bari
 
I Progetti della Formazione.   
Il Socrate per la Città, il Socrate per l’Europa.                                              
 
1. Laboratorio di Lingue classiche - 2. Teatro Classico -3. Il Coro del Socrate - 4.Archeologia e Storia dell’Arte Antica, Immagini come Storia - 5. Novecento. Grandi Autori - 6. La Stamperia del Socrate - 7. "La Canestra", Rivista degli studenti del Socrate - 8. Storia dell’Arte al Socrate: Cultura di immagine in Europa. - Sito Web
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Storia dell' Arte al Socrate

Cultura di Immagine in Europa  
2008- 2009

Seminari condotti dalla prof.ssa Emma Favia

ogni martedi ore 14.30 - 16.30 


1. Nell’Europa medievale.  

Cattedrali come paesi. Il lavoro dell’ uomo per pensare Dio.

2. Et in Arcadia ego.

Idillio e malinconia nella “scena” europea della pittura  di  paesaggio.

3. Il Novecento senza Storia.

L’iconoclastia delle avanguardie nell’architettura contemporanea.

1. Il mondo delle cattedrali si svolge in un compendio integrato di società civile e sfera religiosa.

I valori dell’una migrano nell’altra istituendo una sintesi utopica  che sigla il carattere dell’universalismo medievale .

Nessuna discontinuità fra il  senso di appartenenza ad un luogo,con i suoi aspetti di paesaggio fisico, il legame civile di una società ordinata a produrre beni materiali,la commozione religiosa fondata sulle tradizioni della devozione. Così il “bianco mantello di chiese” di cui parla il monaco Glaber, che apre il primo millennio, prospetta il paesaggio di un’Europa consapevole  della propria rinata bellezza. E’ l’Europa diGerberto di Aurillac,e poi di Abelardo,Ildegarda ,Ildebrando di Soana   , Bernardo. Passione politica  e fermenti religiosi si intrecciano in una umanissima storia. 

2.  La letterarietà della pittura del Seicento,la figuralità della poesia del Cinquecento-Tiziano dipingeva per il camerino di Alfonso d’Este quelle che si chiamavano “poesie”-tessono una storia di  reciproci incantesimi –incantamenti che rendono estremamente sofisticata e colta la produzione figurativa ,quasi da circolo esoterico, se non fosse per la tensione  degli artisti verso un respiro di comunicazione universale. Così che si trasforma la raffinata verità pittorica in una affermazione etica necessaria, assoluta, classica. Nell’età barocca l’emozione si insinua nell’austero controllo formale del classicismo: ne viene quel tono malinconico che apre al romantico.    

 

3. La certezza di un nuovo modo di concepire lo spazio che può fare a meno della storia, il rivolgimento dei sistemi di vita che si stagliano su orizzonti del tutto antropizzati, l’eccitazione e l’euforia del potere che la tecnica conferisce all’uomo. Tutto quanto colleghi alla tradizione  è visto come inibizione della libertà espressiva. La dimensione iconoclasta la ricerca dell’inedito del nuovo dell’originale diventano il segno decisivo della cultura dell’avanguardia. Ciò costituisce come il temperamento di base del primo Novecento. E continua ancora. 

 

 

Bari,12 settembre 2008                                                                          Emma Favia

 

                      

Immagini

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