Socrate - Liceo Classico Statale di Bari

 

PROGRAMMAZIONE DI DIPARTIMENTO 

PER L'ANNO SCOLASTICO 2009-2010

      MATEMATICA E FISICA            

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Coordinatrice Prof.ssa Gabriella Case

La programmazione dello studio della matematica, concordata dai docenti della disciplina, tiene conto sia degli orientamenti del Ministero della P. I. sia delle correnti di pensiero più recenti.

Infatti, poiché la matematica è indubbiamente uno degli elementi più importanti nel processo formativo dei giovani e per molto tempo ha avuto un ruolo marginale nel Liceo Classico che ha sempre privilegiato gli aspetti speculativi, ignorando quasi del tutto quelli applicativi, quindi senza alcun aggancio con la realtà sociale, tecnica ed economica, si avverte la necessità di una valorizzazione del suo insegnamento e delle discipline scientifiche in genere affinché possa crearsi una osmosi tra umanesimo e scienza e crearsi un umanesimo scientifico.

BIENNIO

Analisi della situazione iniziale per la IV ginnasiale

Il passaggio dalla scuola media a quella superiore è estremamente delicato sia per i problemi psicologici tipici dell’età dell’alunno, sia per l’ansia con cui la famiglia vive questo momento. L’alunno è spesso spaventato e disorientato; il cambio di ambiente, di compagnie, l’ansiosa attesa di trovare una propria collocazione e una conferma delle proprie capacità, creano un bisogno di riferimento umano nell’insegnante. L’alunno chiede di essere capito nella sua realtà e di essere condotto con mano ferma e decisa a sviluppare capacità già potenzialmente in lui esistenti per raggiungere chiari obiettivi. Non deve esserci, da parte dell’insegnante, alcun atteggiamento di sdolcinato paternalismo, bensì è importante che in questa prima fase di accoglienza l’insegnante si presenti alla classe, definisca in modo chiaro le regole del gioco, stabilisca un rapporto di reale collaborazione senza però rinunciare all’autorità che è, a nostro avviso, un aspetto essenziale di esercizio responsabile del ruolo docente. I primi giorni di scuola sono quindi impegnati nella conoscenza della classe, nella costruzione di un ambiente cognitivo e nell’impostazione di un metodo di lavoro produttivo. È necessario aprire un dialogo che stimoli la curiosità, è opportuno accertare il rapporto degli alunni con la matematica e capire l’eventuale esistenza di preconcetti, di sentimenti di rifiuto o avversione che spesso questa disciplina suscita nei ragazzi. Ci sembra interessante proporre in questa fase l’analisi e la risoluzione di problemi di vario tipo e di giochi matematici per stimolarli al dialogo e saggiare le capacità di individuare strategie. Solo dopo questa prima fase verificheremo con test, esercizi, discussioni e osservazioni in classe il grado con cui la classe padroneggia i concetti e i termini della disciplina tenendo presente i seguenti criteri:

a) conoscenza specifica della disciplina;

b) osservazione di fatti, individuazione e applicazione di relazioni, proprietà e procedimenti;

c) identificazione e comprensione di problemi; formulazione di ipotesi e di soluzioni e loro verifica;

d) comprensione ed uso di linguaggi specifici;

I dati più significativi di tale indagine riguardano:

1) abilità nel calcolo (solitamente si riscontrano diffuse carenze nel calcolo, soprattutto nel calcolo mentale dove dovrebbero trovare un’applicazione significativa le proprietà formali delle operazioni);

2) familiarità col formalismo matematico (solitamente già nell’uso del segno di uguaglianza si incontrano scorrettezze);

3) precisione nel linguaggio (solitamente si evidenzia l’abitudine ad utilizzare termini di cui non è chiaro il significato);

4) capacità di astrazione e generalizzazione;

5) disparità di conoscenze geometriche;

6) difficoltà nella risoluzione di semplici problemi.

Non è questa la sede per analizzare le carenze che abitualmente si riscontrano, tanto più che alcune ragioni sono probabilmente esterne alla scuola stessa, è nostro compito prenderne coscienza per organizzare strategie di recupero che assicurino a tutti i pre-requisiti necessari.

D’altra parte nella stesura del piano di lavoro, l’insegnante non può a nostro avviso commisurare le difficoltà sul piano dei più deboli perché otterrebbe un abbassamento generalizzato del livello culturale. Occorre quindi una capacità di programmazione che non penalizzi né il più debole né il più capace, che preveda interventi di flessibilità curricolare in grado di permettere un’azione di recupero o di sviluppo a seconda delle necessità.

 

Obiettivi di apprendimento

Gli obiettivi didattici raggiungibili nell’arco dei primi due anni sono:

1) conoscere le proprietà di figure piane;

2) dimostrare alcune proprietà;

3) individuare proprietà invarianti per trasformazioni;

4) utilizzare con sicurezza e con consapevolezza le tecniche e le procedure di calcolo;

5) rappresentare nel piano cartesiano semplici funzioni;

6) saper rilevare la falsità o verità di affermazioni nel contesto in cui si opera e la validità di schemi di ragionamento;

7) saper risolvere problemi algebrici, geometrici, logici;

8) comprendere il rilievo storico di alcuni importanti eventi matematici;

9) saper tradurre in un linguaggio di programmazione ed implementare semplici algoritmi con le strutture fondamentali.

Quest’ultimo obiettivo è specifico delle classi sperimentali, per quel che concerne i rimanenti, si prevede in alcuni casi la possibilità di maggiori approfondimenti nelle classi sperimentali.

TRIENNIO

Analisi della situazione iniziale

Anche per il triennio i nuovi programmi della matematica sono organizzati a partire dalle finalità di carattere generale cui se ne aggiungono di caratterizzanti il particolare indirizzo. Complessivamente per il Liceo Classico si può dire che le finalità sono :

· il consolidamento del possesso delle più significative costruzioni concettuali di tale scienza;

· l’abitudine a studiare ogni questione attraverso l’esame analitico dei suoi fattori;

· l’acquisizione delle capacità di interpretazione e rappresentazione formale dei fenomeni osservati;

· l’acquisizione delle capacità di generalizzazione;

· l’attitudine a riesaminare criticamente e a sistemare logicamente quanto via via conosciuto e appreso;

· l’attitudine a inquadrare storicamente l’evoluzione del pensiero matematico.

Ma nella stesura dei programmi bisogna anche tener presente alcuni criteri guida fondamentali:

1. Procedere innanzi tutto in continuità ed in sintonia con i programmi del biennio: quindi una organizzazione per moduli ma anche una evidenziazione degli obiettivi, dei contenuti, delle metodologie;

2. Dare a tutti i giovani una formazione scientifica più forte di quella attuale nonostante a causa del limitatissimo numero di ore ci si muova all’interno di un programma debole.

Il presente piano di lavoro parte da una fase di revisione degli argomenti principali del calcolo algebrico e di geometria finalizzato al recupero degli elementi più fragili, alla conoscenza degli alunni provenienti da altre sezioni o scuole e comunque alla ripresa di un efficace ritmo di lavoro. Questa fase sarà conclusa con una verifica finalizzata più ad una registrazione della realtà della classe che ad una valutazione, varrà come  riferimento per i livelli iniziali dei vari allievi e per evidenziare le situazioni che devono essere seguite con più attenzione ed, infine, per individuare una programmazione che sia concretamente praticabile.

Obiettivi di apprendimento

Gli obiettivi didattici raggiungibili nel triennio sono:

1. Completamento delle conoscenze delle proprietà delle figure piane e dimostrazione di alcune;

2. Completamento delle tecniche di calcolo;

3. Aver assimilato il metodo deduttivo e recepito il significato di sistema assiomatico;

4. Saper affrontare a livello critico situazioni problematiche di varia natura, scegliendo in modo

flessibile e personalizzato le strategie di approccio;

5. Essere in grado di inquadrare storicamente l’evoluzione delle idee matematiche fondamentali.

CONTENUTI

Secondo i programmi più attuali le proposte si articolano per moduli. Riportiamo quindi una articolazione per moduli dei programmi adattata alle esigenze del Liceo Classico, tenendo presente che per le classi sperimentali (P.N.I.) è previsto un orario più ampio e una attività di laboratorio di informatica.

Modulo A: La geometria nel piano

1. Piano Euclideo: generalità e assiomi.

2. Triangoli e loro proprietà.

3. Parallelismo e ortogonalità.

4. Quadrilateri e loro proprietà.

5. Circonferenza e cerchio.

6. Poligoni inscritti e circoscritti.

Per quanto riguarda queste prime unità di lavoro l’azione di recupero sarà finalizzata al raggiungimento di questi obiettivi minimi:

1. comprensione dell’enunciato di un teorema, individuazione di ipotesi e tesi;

2. semplici dimostrazioni;

3. conoscenza precisa delle proprietà geometriche delle figure piane;

4. stabilire se due triangoli sono congruenti;

5. dare definizioni corrette.

Per quanto riguarda l’approfondimento si possono impegnare gli alunni nelle dimostrazioni di teoremi della geometria euclidea.

Rispetto ai moduli B, C e D si può parlare solo di obiettivi minimi poiché gli approfondimenti saranno legati alla prosecuzione del lavoro nei moduli E, F, G, H. Essi sono:

1. comprensione dell’idea base della geometria analitica;

2. rappresentazione per punti di rette;

3. individuare le proprietà di simmetria di oggetti piani

4. individuare il vettore di una traslazione.

Modulo B: Insiemi numerici e calcolo

1. Operazioni-ordinamento e loro proprietà nell’insieme dei numeri naturali, relativi, razionali. Introduzione intuitiva dei numeri reali.

2. Il linguaggio dell’algebra e il calcolo letterale: monomi, polinomi.

3. Scomposizioni, frazioni algebriche.

4. Equazioni di primo grado.

Modulo C: Relazioni e funzioni

1. Insiemi ed operazioni su di essi.

2. Prodotto cartesiano. Cenni sulle relazioni d’ordine e di equivalenza. Funzioni.

Modulo D: Logica

1. La logica delle proposizioni elementari e connettivi; valori di verità di una proposizione composta; principali regole di deduzione.

Commento al Modulo A

Il piano nel biennio prevede un’introduzione graduale degli assiomi, secondo un itinerario di deduzioni locali che trovano una sistemazione organica solo verso la fine degli studi. Dal punto di vista metodologico si tratta di analizzare la portata degli assiomi, analizzare bene alcune dimostrazioni, chiarire cosa si intende per modello, distinguere il piano sintattico (dimostrazioni) da quello semantico (modello).

La geometria è anche un ottimo campo di applicazione della logica; si tratta di insegnare a definire in modo preciso, non ambiguo, senza circoli viziosi (per cui nasce la necessità di assumere alcuni termini come primitivi), di insegnare a dimostrare (dopo aver fatto nascere l’esigenza della dimostrazione), cioè ad assumere un atteggiamento attento alla concatenazione logica, a valutare la conseguenza di certi punti di partenza.

Accanto alla geometria sintetica il piano di lavoro prevede l’introduzione del piano cartesiano al fine di dare un modello geometrico di certi formalismi algebrici ma poiché questo argomento sarà adeguatamente  sviluppato nel triennio rimando a quella sede ogni commento.

Commento al Modulo B

È indiscusso che gli allievi del biennio debbano acquisire una padronanza delle regole del calcolo numerico e algebrico. Questo argomento è in generale abbastanza noioso e si riduce spesso ad un addestramento e alla memorizzazione di regole e meccanismi formali senza giungere ad un vero apprendimento, cioè a cogliere il significato dei simboli e delle formule algebriche così da poterle applicare nelle varie situazioni. Si tratta quindi di motivare questo studio partendo da esercizi stimolanti che richiedano le tecniche di calcolo, di far vedere agli alunni come alcune formule algebriche si possano utilizzare per un calcolo numerico mentale, abituarli a costruire formule algebriche che traducano situazioni geometriche. Proporre problemi difficilmente risolvibili senza il ricorso al linguaggio algebrico può motivare l’uso delle lettere che risulta concettualmente necessario qualora si voglia enunciare una proposizione in cui si parla di un qualunque numero, cioè qualora si voglia generalizzare.

Per quanto riguarda le equazioni occorre porre molta attenzione al concetto di risolubilità e alla conseguente necessità di ampliare gli insiemi numerici per risolvere alcune equazioni che a loro volta permettono la soluzione di problemi significativi. La capacità di risolvere equazioni è legata alla capacità di tradurre in termini matematici le relazioni di un problema per cui occorre prestare attenzione alla formalizzazione del problema stesso.

Commento al Modulo C

Il concetto di insieme è presentato nel biennio a livello intuitivo e la prima unità di lavoro si limita a riorganizzare le conoscenze già note sugli insiemi. Si stabiliscono collegamenti tra le nozioni di logica e quelle di insiemistica, tra i connettivi e le operazioni tra insiemi. I diagrammi di Eulero-Venn potranno costituire delle rappresentazioni degli insiemi, particolarmente significative quando schematizzano delle situazioni problematiche e permettono una facile risoluzione di quesiti tipo quello cosiddetto del trifoglio. Particolarmente importante è la relazione di equivalenza che permette il passaggio ad un successivo livello di astrazione. Esempi significativi si possono prendere dalla geometria e dall’aritmetica.

Commento al Modulo D

La logica va intesa ed insegnata a due livelli:

- la logica nella matematica, cioè il fatto che facendo matematica si usano di continuo strumenti e concetti logici,

- la logica come riflessione razionale e studio dei metodi di ragionamento, cioè come metalinguaggio. In algebra e soprattutto in geometria, ci sono delle occasioni importanti per condurre l’allievo a riflettere sui procedimenti deduttivi, a rendersi conto in modo esplicito delle operazioni mentali che solitamente esegue in modo quasi spontaneo. Si può certamente studiare la logica da un punto di vista sintattico come linguaggio formalizzato comprendente simboli sottoposti a rigide regole di ben formazione dove la deduzione diventa un’applicazione automatica di alcune regole di inferenza, ma a livello di insegnamento riteniamo sia ben più importante vedere la logica come il modello formale di ragionamenti corretti e dunque dal punto di vista semantico.

Modulo E: La geometria del piano  

1. Equiestensione, teoremi di Pitagora ed Euclide.

2. Similitudini nel piano. Teorema di Talete.

3. Piano cartesiano: retta, parabola, circonferenza, cenni su ellisse ed iperbole.

Modulo F: Insiemi numerici e calcolo

1. Disequazioni e sistemi di primo grado.

2. Numeri reali. Radicali quadratici ed operazioni su di essi. Potenze ad esponente razionale.

3. Equazioni e sistemi di secondo grado. Disequazioni. Alcune equazioni algebriche riconducibili ad  equazioni di secondo grado.

Modulo G: Funzioni ed equazioni

1. Funzioni esponenziale e logaritmica.

2. Equazioni e disequazioni esponenziali e logaritmiche.

3. Funzioni circolari. Formule di addizione e principali conseguenze.

4. Equazioni goniometriche.

5. Disequazioni goniometriche.

6. Teorema sui triangoli rettangoli. Teorema del coseno e dei seni. Risoluzione dei triangoli.

Modulo H: Elementi di analisi

Questi argomenti saranno trattati nei corsi sperimentali ed in corsi di eccellenza per le seconde e terze liceo tradizionali.

Commento al Modulo E

Nel triennio accanto al proseguimento dello studio della geometria sintetica il piano di lavoro prevede l’approfondimento dello studio del piano cartesiano. L’idea base della corrispondenza biunivoca tra coppie ordinate di numeri reali e i punti del piano permette di tradurre proposizioni riguardanti figure piane in proposizioni riguardanti numeri e variabili numeriche e inversamente permette di dare a molte proposizioni analitiche una interpretazione geometrica. È importante curare il momento iniziale di traduzione di un problema geometrico in un problema analitico e interpretare analiticamente i risultati ottenuti. Nel presente piano di lavoro, il piano cartesiano è spesso utilizzato per dare un modello geometrico di certi formalismi algebrici; infatti equazioni, disequazioni, sistemi sono risolti graficamente e questo conferisce una notevole evidenza alle diverse procedure risolutive. Le coniche saranno comunque definite come luoghi geometrici e le loro equazioni saranno riferite a sistemi di assi cartesiani opportunamente scelti.

Alcuni elementi di trigonometria potrebbero essere introdotti dopo la teoria della similitudine perché la  trigonometria non è un capitolo a sé stante della matematica e le basi concettuali su cui essa si fonda sono estremamente ridotte. Il fatto che tutti i triangoli rettangoli aventi un assegnato angolo acuto siano simili permette di studiare il rapporto tra la lunghezza dei lati di un triangolo rettangolo e di definire il seno e il coseno di un angolo. Anticipare queste nozioni rispetto allo studio sistematico della trigonometria è importante perché consente in fisica di operare con i vettori in modo più consapevole e rigoroso.

Commento al Modulo F

Per quel che concerne i radicali occorre sottolineare la necessità di non insistere nella ripetitività e complessità delle espressioni, dovendosi privilegiare sempre, più che l’esercizio fine a se stesso, la padronanza concettuale e la consapevolezza delle procedure seguite. molti problemi possono essere proposti che focalizzino l’attenzione contemporaneamente sul calcolo con i radicali e sulle applicazioni della similitudine.

Nello sviluppo di equazioni, disequazioni e sistemi, si potrà considerare parallelamente la risoluzione algebrica e la rappresentazione geometrica . La risoluzione dei problemi sia di geometria classica sia di geometria analitica sarà l’ambito nel quale preferibilmente si esplicherà l’esercizio.

Commento al Modulo G

Gli esercizi di applicazione dei concetti di esponenziale e logaritmo e quelli sulle relative equazioni saranno limitati ai casi più semplici; per il calcolo del logaritmo di un numero o del numero di dato logaritmo si farà ricorso a strumenti automatici di calcolo.

Come per le equazioni algebriche, è opportuno che anche negli esercizi sulle equazioni goniometriche non si ecceda nella complessità e ripetitività delle equazioni stesse.

Per la determinazione dei valori delle funzioni goniometriche ci si avvarrà di strumenti automatici di calcolo.

Tutto ciò che è stato detto viene subordinato alle scelte dei particolari percorsi legati alla programmazione dei consigli di classe e deve tener conto della specificità dei libri di testo e della storia e delle caratteristiche della classe.

 

SCANSIONE MODULARE E TEMPORALE DEI CONTENUTI

Nel primo Collegio dei Docenti dell’anno scolastico in corso 2009-2010 si è decisa una suddivisione dell’anno scolastico in due fasi temporali:

            I Fase: primo trimestre………………………..(I)

            II Fase: secondo pentamestre…………………(II)

È prevista una scansione in cui per ogni  modulo  viene orientativamente    stabilito anche se verrà sviluppato nella I Fase dell’anno scolastico (I) o nella II Fase (II).

 

v      CORSI TRADIZIONALI

 

Classe IV ginnasio

Algebra

Teoria degli insiemi con elementi di logica. (I e II)

Ordinamento, operazioni e loro proprietà negli insiemi dei numeri naturali, interi, razionali. (I)

Introduzione intuitiva dei numeri reali. (I)

Calcolo letterale: monomi e polinomi. (I)

Prodotti notevoli.(II)

Geometria

Piano euclideo: generalità ed assiomi. (II)

Triangoli e loro proprietà. (II)

Classe V ginnasio

Algebra

Divisione di polinomi; Teorema del resto; regola di Ruffini (I)

Scomposizione di un polinomio in fattori. (I e II)

Frazioni algebriche ed operazione fra esse.(II)

Equazioni di I grado:introduzione e principi di equivalenza (II)

Geometria

Parallelismo ed ortogonalità. (I e II)

Quadrilateri e loro proprietà. (II)

 

 

Classe I liceo

Algebra

Equazioni di I grado. (I)

Sistemi di I grado. (I)

Problemi di I grado. (I)

Disequazioni e sistemi di disequazioni di I grado.(I e II)

Radicali.(II)

Equazioni di II grado e di grado superiore. (II)

Introduzione alle disequazioni di  II grado. (II)

Geometria

Circonferenza e cerchio.(I)

Poligoni inscritti e circoscritti.(II)

Equivalenza delle figure piane. (II)

Teoremi di Pitagora ed Euclide. (II)

Classe II liceo

Complementi di algebra

Disequazioni di  II grado.(I e II)

Sistemi di equazioni di secondo grado (II)

Le funzioni

Concetto di funzione e terminologia relativa. (I)

Esponenziali e logaritmi.(I)

Geometria analitica

Il piano cartesiano.(I e II)

Retta e coniche nel piano cartesiano.(II)

Geometria

La misura delle grandezze e la proporzionalità fra esse.(II)

Similitudini nel piano. Teorema di Talete.(II)

Classe III liceo

Le funzioni

Concetto di funzione e terminologia relativa. (I)

Richiami ad esponenziali e logaritmi (I)

Goniometria 

Funzioni circolari. Formule  goniometriche.(I e II)

Archi associati.(I e II)

Equazioni e disequazioni goniometriche.(I e II)

Trigonometria

Teorema sui triangoli rettangoli. (II)

Teorema del coseno e dei seni. (II)

Risoluzione dei triangoli. (II)

 

v      CORSI SPERIMENTALI P.N.I. e SEZIONE INTERNAZIONALE

 

Classe IV ginnasio

Algebra

Teoria degli insiemi con elementi di logica. (I)

Ordinamento, operazioni e loro proprietà negli insiemi dei numeri naturali, interi, razionali. (I)

Introduzione intuitiva dei numeri reali. (I)

Calcolo letterale: monomi e polinomi. (I)

Prodotti notevoli. (II)

Scomposizione di un polinomio in fattori. (II)

Frazioni algebriche(II)

Equazioni di I grado. (II)

Geometria

Piano euclideo: generalità ed assiomi. (I)

Triangoli e loro proprietà.(I e II)

Parallelismo ed ortogonalità.(II)

Elementi di informatica

Struttura del computer e sistema operativo Windows. (I e II)

Caratteristiche e funzioni del foglio elettronico. (I e II)

Applicazioni matematiche del foglio elettronico. (I e II)

 

Classe V ginnasio

Algebra

Espressioni con le frazioni algebriche (I)

Equazioni di I grado letterali e fratte (I)

Introduzione alla retta nel piano cartesiano.(I)

Sistemi di I grado e relativa interpretazione grafica. (I e II)

Problemi di I grado. (I)

Disequazioni e sistemi di disequazioni di I grado.(II)

Radicali.(II)

Equazioni di II grado.(II)

Disequazioni di  II grado.(II)

Geometria

Quadrilateri e loro proprietà.(I)

Circonferenza e cerchio. (II)

Poligoni inscritti e circoscritti. (II)

Equivalenza delle figure piane. Teoremi di Pitagora ed Euclide. (II)

La misura delle grandezze e la proporzionalità fra esse. (II)

Similitudini nel piano. Teorema di Talete. (II)

Elementi di informatica

Elementi di  programmazione. (I e II)

Uso dei principali pacchetti SW (I e II)

Classe I  liceo

Algebra

Equazioni parametriche  di II grado.(I)

Equazioni di grado superiore al secondo.(I)

Equazioni irrazionali e con il valore assoluto.(I e II)

Disequazioni irrazionali.(II)

Geometria

La misura delle grandezze e la proporzionalità fra esse.(I)

Similitudini nel piano. Teorema di Talete.(I)

Geometria analitica

Il piano cartesiano. (I e II)

Retta e coniche nel piano cartesiano. (I e II)

Classe II liceo

Le funzioni

Concetto di funzione e terminologia relativa. (I)

Esponenziali e logaritmi.(II)

Goniometria 

Funzioni circolari.  Formule  goniometriche.(I )

Archi associati.(I )

Equazioni e disequazioni goniometriche. (I e II)

Trigonometria

Teorema sui triangoli rettangoli. (II)

Teorema del coseno e dei seni. (II)

Risoluzione dei triangoli. (II)

 

Classe III  liceo

Analisi

Limiti. (I)

Derivate.(I e II)

Studio di funzioni razionali. Cenni sullo studio di funzioni trascendenti. (II)

Cenni sul calcolo integrale.(II)

 

 

FISICA

Analisi della situazione iniziale e metodo di lavoro

Per quel che concerne la situazione iniziale bisogna evidenziare che gli alunni delle seconde liceali sono praticamente sforniti di una seppur minima preparazione di base, grazie alle carenze dell’organizzazione degli studi della scuola dell’obbligo e questo fatto, unitamente alla sfasatura con i programmi di scienze ci pone non pochi problemi. Infatti lo studio delle scienze inizia in prima liceo con il programma di chimica per il quale sarebbero necessarie nozioni di fisica legate sia alla termodinamica sia alla costituzione della materia ed anche nozioni di matematica che nei nostri programmi sono previste in tempi diversi e che per complessità ed organicità non è semplice anticipare.

Riteniamo per noi necessario che trovandoci a proporre lo studio di una materia nuova e complessa, la formazione da dare agli alunni parta dalle necessità interne alla disciplina. Pertanto inizieremo a proporre delle lezioni preliminari atte a dare strumenti relativi alla teoria della misura, alla natura delle grandezze fisiche con particolare attenzione alle grandezze vettoriali e alle operazioni con le stesse.

Presenteremo i concetti teorici insieme allo sviluppo storico-critico delle idee che hanno portato alla loro formalizzazione e questa impostazione comporta spesso delle scelte molto drastiche rispetto agli aspetti più applicativi o empirici della disciplina. Poiché circostanziare meglio deduzioni di leggi empiriche o presentare alcune applicazioni significative può aiutare gli allievi ad essere più consapevoli, ad argomentare meglio, ad esplicitare collegamenti con le altre discipline scientifiche o con la realtà quotidiana, il lavoro sarà arricchito con appropriato materiale audiovisivo e con esperienze di laboratorio. Ci proponiamo anche di aderire a iniziative esterne alla scuola tra le quali possiamo già fin da ora segnalare la settimana della Scienza che propone in tutta Italia iniziative di rilevante interesse, ed il progetto Lauree Scientifiche.

Obiettivi di apprendimento

Gli obiettivi didattici che ci proponiamo di realizzare sono i seguenti:

1. Inquadrare in uno stesso schema logico situazioni diverse, riconoscendo analogie e differenze, proprietà varianti ed invarianti.

2. Applicare in contesti diversi le conoscenze acquisite e collegarle con le inplicazioni della vita quotidiana.

3. Utilizzare criticamente le informazioni facendo uso anche dei documenti originali, articoli scientifici e divulgativi.

4. Riconoscere l’ambito di validità delle leggi scientifiche.

5. Conoscere e gestire strumenti matematici e interpretarne il significato fisico.

6. Distinguere la realtà fisica dai modelli costruiti per la sua interpretazione.

7. Definire i concetti in modo operativo, associandoli se possibile a strumenti di misura.

8. Scegliere tra diverse schematizzazioni esemplificative la più idonea alla soluzione di un problema reale.

9. Analizzare fenomeni individuando le variabili che li caratterizzano.

10.Stimare ordini di grandezza e fare approssimazioni. Esaminare dati e ricavare informazioni da tabelle e grafici.

11.Utilizzare il linguaggio della disciplina.

12.Essere in grado di inquadrare storicamente l’evoluzione del pensiero scientifico.

Contenuti

Strumenti di lavoro

· I vettori.

· Sistemi di unità di misura.

· La rappresentazione numerica delle grandezze fisiche.

· Misure ed errori di misura.

La Meccanica

· La descrizione e la rappresentazione del moto.

· Analisi dei vari tipi di moto.

· Principi della dinamica.

· Interazione gravitazionale.

· Campi gravitazionali.

· Energia.

· Lavoro di una forza.

· Principi di conservazione.

La Termodinamica

· Calore e temperatura

· Trasformazioni termodinamiche.

· Principi della termodinamica.

· Teoria cinetica dei gas.

Le Interazioni elettromagnetiche

· Forze elettrostatiche.

· Campo elettrostatico.

· Corpi carichi e campi elettrici.

· Energia potenziale e differenza di potenziale.

· Correnti elettriche e circuiti elettrici.

· Effetti magnetici della corrente.

· Campi elettrici e magnetici nella materia.

· Induzione elettromagnetica.

· Onde elettromagnetiche.

Fenomeni ondulatori

· Caratteristiche generali delle onde

· Riflessione, rifrazione e interferenza con esempi relativi all’acustica e all’ottica.

Indicazioni didattiche e commento ai contenuti

La nostra proposta di lavoro, come abbiamo già rilevato, parte dalla necessità di fare i conti con l’esiguo monte ore, pertanto non ha la pretesa di essere ricca ma solo di riuscire realisticamente a far fronte alle

innumerevoli necessità che ci troviamo a dover affrontare.

Con lo studio dei fondamenti della meccanica ci proponiamo di evidenziare la grande sintesi meccanicistica del 700 e dell’800 e di sottolineare l’approccio ai problemi, caratteristico dei metodi galileiano e newtoniano. Si inizierà dunque col sistemare lo studio dei moti, insistendo sulle unità di misura, sulle equazioni dimensionali e sui concetti di derivazione e di integrazione grafica. Lo studio dei moti dovrà essere approfondito ponendo in risalto l’importanza della scelta del sistema di riferimento; i concetti di spazio e tempo assoluti e di relatività galileiana saranno presentati in modo critico introducendo elementi utili ad una eventuale possibilità di sviluppo della teoria della relatività in tempi successivi. Si ritiene fondamentale sottolineare il carattere operativo dei concetti fisici evidenziando i processi di approssimazione ed idealizzazione insiti nelle definizioni e rappresentazioni della fisica.

Il concetto di campo ci propone il passaggio da una fisica basata sul concetto di azione per contatto ad una basata sul concetto di azione a distanza e ci suggerisce lo studio di problematiche culturali rilevanti sul piano concettuale e l’esame di alcune implicazioni di carattere storico-filosofico. Inoltre nel processo di  comprensione della realtà fisica il concetto di campo si pone come esempio significativo di unificazione e quindi ampio respiro andrebbe dato ad una trattazione parallela delle interazioni gravitazionali ed elettrostatiche per consentire una riflessione sulle loro analogie. Si discuterà poi successivamente della fondamentale unificazione dei fenomeni elettrici e magnetici sotto l’unico concetto di campo elettromagnetico.

Per quel che concerne la termodinamica vanno esaminati sia l’approccio macroscopico sia quello microscopico (meccanica statistica ). Infatti queste due distinte metodologie di indagine forniscono due differenti descrizioni dei medesimi fenomeni e consentono una descrizione più approfondita della natura. Particolare attenzione sarà riservata ai principi di conservazione e al tema dell’energia e delle sue trasformazioni. L’attenzione a qualche modello di macchina termica, in relazione al problema di produzione di energia, può essere occasione per una riflessione tra scienza, tecnologia e società.

Le indicazioni che abbiamo dato si mantengono volutamente sulle linee essenziali in quanto l’organizzazione del lavoro sarà poi lasciata all’iniziativa dei singoli docenti. Questo può comportare anche scelte molto differenti a seconda dei percorsi multidisciplinari che saranno individuati dai diversi consigli di classe.

SCANSIONE MODULARE E TEMPORALE DEI CONTENUTI

Classe II liceo

Strumenti di lavoro(I)

La Meccanica (I e II)

Classe III liceo

Complementi di meccanica(I e II)

La termodinamica(I e II)

Le interazioni elettromagnetiche(I e II)

Fenomeni ondulatori(I e II)

Verifiche e criteri di valutazione

Il momento della valutazione è un momento necessario in un processo di formazione e permette il controllo sia del grado di apprendimento dell’alunno che dell’efficacia delle strategie didattiche dell’insegnante. Il problema è strettamente legato a quello della programmazione educativa e didattica delle singole discipline, del Consiglio di classe e del Collegio Docenti. Spesso all’interno della stessa scuola si osservano atteggiamenti diversi tra i vari consigli e, all’interno dello stesso consiglio, scale valutative diverse, una maggiore o minore selezione. Questa disparità deriva da una mancata chiarezza degli obiettivi che si intendono perseguire e soprattutto degli obiettivi minimi che consentono il passaggio da una classe alla successiva. Seguendo alcune delle fasi in cui si articola il processo valutativo intendiamo chiarire: che cosa si

valuta, come si raccolgono le informazioni, come si interpretano le informazioni raccolte.

Per il primo punto si può dire che si valuta il raggiungimento degli obiettivi didattici specifici e il grado

di interiorizzazione e assimilazione degli stessi. Si tratta in matematica di verificare:

a) la conoscenza di regole, termini, proprietà;

b) la comprensione dei concetti, di relazioni, di procedure;

c) l’applicazione delle tecniche nelle diverse situazioni;

d) le capacità di analisi, sintesi, intuitive e critiche,

e) capacità di risolvere problemi.

Gli obiettivi specifici che in fisica sono da verificare si possono così identificare:

a) conoscenza del linguaggio specifico della disciplina;

b) comprensione dei livelli teorici;

c) capacità di elaborare deduzioni matematiche di leggi fisiche;

d) conoscenza delle unità di misura delle grandezze fisiche;

e) capacità di risolvere problemi;

Circa la capacità di risolvere problemi vorremo precisare che la conquista da parte degli allievi delle strategie di risoluzione dei problemi di matematica e di fisica è un importante obiettivo da conseguire per la sua  valenza concettuale, cognitiva e metodologica. È opportuno rilevare che la capacità di risolvere tali problemi è la sintesi di tante abilità che l’allievo deve contemporaneamente padroneggiare e alcune di esse, come leggere correttamente il testo, comprenderlo, pensare in maniera produttiva, avere una buona  immaginazione, riguardano sì la conoscenza delle discipline in quanto tali, ma sono soprattutto indicative del possesso di capacità di analisi, di intuizione, di sintesi e di valutazione critica.

Questo giustifica in parte la difficoltà che gli alunni trovano nella risoluzione di problemi che non utilizzino schemi risolutivi già noti.. Sarà nostro compito indicare agli studenti strategie di risoluzione, sfruttando gli esempi proposti dal testo e portandone altri significativi, evidenziando di volta in volta gli aspetti più delicati di ogni situazione proposta.

Per raccogliere le informazioni sono necessarie:

A) un’osservazione attenta e sistematica dei comportamenti della classe e dei singoli alunni;

B) una registrazione puntuale degli interventi nel momento in cui la lezione prevede un coinvolgimento attivo dell’alunno;

C) Colloqui orali: insostituibili perché oltre a dimostrare il possesso di capacità espressive (non valutabili con test e prove oggettive) costituiscono dei momenti importanti per chiarire eventuali dubbi.

Si prevedono anche eventuali prove scritte di diverso tipo: test a scelta multipla, a una o più risposte esatte, prove del tipo vero o falso, trattazione sintetica di argomenti, compiti tradizionali. I dati così raccolti devono essere interpretati sia in itinere sia al termine di ogni trimestre o quadrimestre.

La loro attenta osservazione permette di rilevare eventuali difficoltà e organizzare un’immediata azione di recupero; fornisce inoltre uno strumento di valutazione della propria strategia didattica e in generale della propria programmazione che andrà rimeditata e adeguata alle esigenze emerse.

Dal confronto tra la situazione iniziale e quella finale è possibile individuare la crescita culturale e i progressi raggiunti nel processo di formazione di ogni singolo alunno e della classe stessa. Citando dai programmi: ‘la valutazione non va quindi considerata un momento isolato, bensì anch’essa un processo che si svolge sotto il segno della continuità, controllata via via nel tempo e sistematicamente confrontata con le acquisizioni precedenti, con l’efficacia degli strumenti predisposti e con il raggiungimento o meno dei traguardi assegnati”.

Nell’indirizzo tradizionale   si ritengono necessarie almeno due valutazioni nella I Fase e tre valutazioni nella II Fase per il voto orale  in matematica.

Nell’indirizzo sperimentale e internazionale  si ritengono necessarie almeno una  valutazione nella I Fase e tre valutazioni nella II Fase per il voto orale  in matematica.

Nell’indirizzo sperimentale e internazionale  si ritengono necessarie almeno due valutazioni nella I Fase e quattro valutazioni nella II Fase per il voto scritto in matematica.

Per tutti gli indirizzi  si ritengono necessarie almeno due valutazioni nella I Fase e  tre valutazioni nella II Fase per il voto  in fisica.

La riconsegna degli elaborati scritti agli alunni e la loro revisione in classe sarà realizzata entro quindici giorni lavorativi dalla esecuzione della stessa

 

 

Griglia di valutazione

10-9 Rendimento Ottimo

Impegno assiduo e partecipazione propositiva. Ha conoscenze ampie e ben organizzate che utilizza, con autonomia, in situazioni diverse. Sa effettuare valutazioni personali e si esprime con linguaggio specifico.

8 Rendimento Buono

Impegno assiduo e partecipazione attiva. Ha conoscenze acquisite in modo completo che utilizza con sicurezza nelle applicazioni. È capace di sintesi efficaci e di collegamenti personali. Espone con proprietà di linguaggio.

7 Rendimento Discreto

Partecipa attivamente e si impegna con metodo; sa utilizzare le conoscenze acquisite ed effettuare semplici collegamenti. Si orienta correttamente, espone con chiarezza.

6 Rendimento Sufficiente

Partecipazione e impegno regolari. Ha acquisito livelli accettabili di conoscenza e sa operare in situazioni

semplici. Esposizione lineare, sostanzialmente corretta.

5 Rendimento non del tutto Sufficiente

Partecipazione e impegno discontinui. Possiede conoscenze imprecise ed incertezze nell’orientarsi nella discussione e nell’organizzazione del lavoro.

4 Rendimento Insufficiente

Partecipazione e impegno molto discontinui. Evidenzia carenze di metodo di studio, conoscenze  frammentarie, difficoltà ad orientarsi nelle applicazioni.

2-3 Rendimento gravemente Insufficiente

Partecipazione ed impegno molto scarsi. Conoscenze ed abilità operative quasi nulle.

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